Gli Yoga e i suoi volti. Iyengar, sul Vinyasa e sulla salute.

Gli yoga novecenteschi hanno avuto influenti maestri, ognuno dei quali, come in altre discipline, ha riletto il passato a modo suo,  ha recuperato tracce, ha trasgredito ad alcune tradizioni, ha inventato elementi inediti, ha generato crisi, dibattito, adesioni di massa, creato meraviglie o contestabili distorsioni.

Qui alcune parole di Iyengar, noto maestro dello yoga odierno. Metto in evidenza, traducendole qui sotto, due sue curiose osservazioni.

Una sull’origine di cio’ che chiamiamo Vinyasa Yoga, nato come una mutazione di Krishnamacharya, da molti definito “padre dello yoga contemporaneo” e architetto del Vinyasa, quando si trovo’ costretto nel 1926 a rivedere l’insegnamento per la famiglia reale del Maharaja di Mysore, famiglia marziale, e a ricodificare la pratica yoga in forma di arte marziale.

L’altra osservazione e’ sul significato di “salute”, e di quanto possa essere relativo il sostenere di essere “fisicamente sani”.

“Tutti i membri della famiglia reale praticavano con Krishnamacharya, il mio guru. Ma i membri di una famiglia regale sono persone marziali. Le persone marziali ritengono che la meditazione non sia loro di aiuto, e credo che Krishnamacharya abbia pensato che per le persone marziali sarebbe stata idonea un’arte marziale, e cosi’ per loro trasformo’ lo yoga in un’arte marziale per allenarli. Per questo motivo questi movimenti sono cosi’ vigorosi e rigorosi. Oggi lo chiamate vinyasa, con i salti avanti e indietro per passare da una posizione all’altra. Si deve conoscere il background, e il background era marziale, e non c’era spazio li’ per spiegare la filosofia perche’ le persone marziali non vogliono la filosofia, vogliono vanita’. Immagino che i salti avanti e indietro fossero un modo per creare vanita'”.

“Salute. Le persone non sanno cosa sia la salute. Dicono, io sono fisicamente sano, ma del resto non dicono nulla. Io mi chiedo: sono sano o sono insano? La salute ha volti differenti. Yama e Niyama conducono a sette stati di consapevolezza, che sono sette stati di salute: conquista del corpo, conquista del cervello, conquista di indriya (dei sensi), conquista della mente, conquista dell’intelligenza, conquista della consapevolezza, conquista della coscienza. Tutti i vari gradi di consapevolezza della pratica dello yoga. Allo stesso modo dobbiamo paragonare questo ai gradi di salute. C’e’ la salute etica, la salute mentale, la salute intellettuale, la salute della coscienza, la salute della consapevolezza. E solo dopo questi gradi possiamo parlare di salute fisica”.