Impossible Yoga, e la mia indisciplina yogica | Nuovo spazio, nuovi corsi | Settembre 2018

 

Impossible Yoga riparte a settembre 2018 con un nuovo spazio e nuovi corsi. Qui sotto alcuni dettagli utili per chi di voi e’ curioso e desidera aggiungersi a noi da settembre 2018.

Ogni lezione di Impossible Yoga e’ frutto della ricerca e dello studio intorno alle pratiche e alla storia degli yoga, in continuo aggiornamento. Dalla preparazione del respiro alle sequenze dinamiche di riscaldamento corporeo, dall’approfondimento sui singoli asana al ritmo dei movimenti continui nei Vinyasa, dall’azione allo stare. Elementi centrali sono un certo sviluppo di forza ed elasticita’ corporea, in una condizione di piacevole concentrazione e attenzione, l’ascolto e l’espressione respiratoria, lo sperimentare alcune dinamiche di movimento spontanee, l’osservazione delle reazioni muscolari e la costruzione di schemi corporei che modificano la nostra routine, fino ad alcune forme corporee piu’ complesse, come le inversioni o il gioco di forze negli equilibri, imparando, di ora in ora, le dinamiche di questo importante apparato che chiamiamo muscolatura, tanto in piccole azioni di forza quanto nel rilassamento. Contro alcune modalita’ dogmatiche dello yoga, e di alcune maschere yogiche di cui non abbiamo bisogno, una delle missioni di Impossible Yoga e’ di creare uno spazio di espressione e conoscenza corporea in cui al praticante vengono fornite tutte le possibili nozioni, tecniche, fonti, ricerche, affinche’ ogni singolo possa creare il proprio percorso di pratica e studio. Questo scambio orizzontale avviene sia durante le lezioni frontali di pratica settimanale, ai workshop di approfondimento, e attraverso la piattaforma www.impossibleyoga.com, che raccoglie i saperi intorno allo yoga fin dentro i suoi margini.

Le lezioni non sono brandizzate, diremo cosi’, ovvero nel calendario non trovate i corsi divisi in “Hatha Yoga”, “Vinyasa Flow”, “Yoga in gravidanza”, etc etc. Ogni singola lezione ha una buona dose di polimorfismo, di variazione dei ritmi, di incrocio dei saperi, di inclusivita’ in relazione a ogni singolo praticante. Ogni lezione puo’ avere dinamiche calorose e intense del Vinyasa, le tinte dell’Hatha Yoga, nell’approfondimento di alcuni asana, alcune nozioni tantriche, l’improvvisazione in relazione ai praticanti, alle stagioni, agli orari di pratica, e ai percorsi che si creano insieme, e la ripetizione di alcuni concatenamenti di asana, per dare modo agli studenti, nel tempo, di apprendere la costruzione delle sequenze. Alla domanda dunque: che tipo di yoga si pratica nello studio di Impossible Yoga, l’unica possibile risposta e’ un invito a venire a provare con il proprio corpo, la lezione di prova siete nostri ospiti. Solo l’esperienza personale del praticante, anche alla prima ora di lezione, puo’ chiarire se praticare con noi e’ un’esperienza gradevole.

Altra scelta a cui Impossible Yoga tiene particolarmente e’ che ritiene che non vi siano livelli nello yoga, dunque non vi e’ traccia di “Advanced Class”, o “Yoga per principianti” o “Yoga per esperti”; per quello vi sono gli sport, e ve ne sono tanti e belli. Alcuni di questi, tra l’altro, nella determinazione dello sportivo, tra concentrazione e costanza, portano ad ottenimenti del tutto simili allo yoga, dalla corsa al nuovo, dal salto in alto all’apnea. L’elemento che Impossible Yoga tiene a disincentivare e’ la competizione o una certa dinamica fisico/mentale che porta il praticante nello stress di divenire migliore degli altri praticanti, o di se stesso, nel rispetto invece della preziosa differenza di ricerca di ogni singolo studente. Per questo, ogni lezione e’ aperta a tutti, con la responsabilita’ dell’insegnante di seguire ogni singolo praticante nella propria differenza e possibilita’. Non vi sono praticanti bravi o praticanti pessimi, semmai vi sono praticanti diversi, ed e’ su questa diversita’ che si concentra Impossible Yoga.

Infine, Impossible Yoga, per rispondere a quanti di voi mi hanno chiesto perche’ porta questo nome, al di la’ di un affetto personale per tutto cio’ che corre nel margine tra possibile e impossibile, tra una norma e il trasgredirla, tra cio’ che si conosce attraverso lo studio di un testo e cio’ che si sente profondamente e non ha nome, vi e’ la volonta’, piuttosto evidente a chi ci conosce, di prendersi gioco di un certo svilimento del corpo di alcune discipline antiche o contemporanee, tra queste in un certo qual modo anche una parte di cultura yogica, di sviluppare in alternativa un corpus di sapere e di tecnica corporea legata alla complessa dinamica dei piaceri, anche della piu’ minima sensazione di piacere durante la pratica, dal muscolo che agisce e reagisce all’insorgere di una sensazione, dal ritmo al silenzio, dal calore muscolare all’ascolto. Questa che forse puo’ suonare come una trasgressione in relazione al lungo corso prescrittivo e privativo di alcuni yoga, rende questa forma di yoga, a tratti, impossibile. Se lo yoga e’ inteso come un apparato di controllo sul respiro e sul corpo, ad aggiungersi a una lunga lista di apparati che disciplinano i corpi, omologandoli ad un presupposta “norma yogica”, allora forse, questo che mi permetto di chiamare yoga, che sia, per lo meno, un disciplinamento impossibile, a fare spazio alle creative possibilita’ del corpo, fin dentro cio’ che ritenete, talvolta, impossibile.

Direi che Impossible Yoga, e’ un’indisciplina yogica.

 

DETTAGLI TECNICI

Da settempre Impossible Yoga avra’ uno spazio completamente rinnovato nel cuore di Milano, grazie all’ospitalita’ dello Studio SDS, sempre in Via del Don 5, a due passi dalle Colonne di San Lorenzo, Corso di Porta Ticinese, via Torino, e dalla fermata della metro Missori.

Uno spazio piu’ ampio per le nostre pratiche settimanali e per i workshop di approfondimento, spogliatoi, docce, tappetini, area relax, e tutta una lunga serie di novita’ che condivideremo da settembre.

ORARIO DELLE LEZIONI DA SETTEMBRE 2018

MART/MERC/VEN | ORE 13-14

MART/GIOVE | ORE 19-20

 SCONTO DEL 10% SU TUTTI I PACCHETTI LEZIONE PER CHI SI ISCRIVE ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2018. POSTI LIMITATI.

 PER ULTERIORI INFORMAZIONI SU ISCRIZIONI E PREZZI: 3471630952 | benedettapanisson@gmail.com

 

ABOUT BENEDETTA PANISSON

Benedetta Panisson e’ nata a Venezia nel 1980, attualmente vive a Milano. Intorno ai 15 anni si avvicina allo studio di testi tantrici; nel 2002, a 22 anni, inizia il percorso yogico con Claudio Conte e Lella Calvino (Centro Studi Shakti di Milano). Nel 2010 inizia a insegnare yoga, sia di gruppo che individuale. Nel 2012 si diploma presso la S.F.I.D.Y., Scuola di Formazione all’Insegnamento dello Yoga (Corso quadriennale riconosciuto dalla F.N.E.Y., Federation National des Enseignant de Yoga), seguendo gli insegnamenti di Patrick Tomatis e Claudio Conte. Dal 2012 e’ socia Y.A.N.I., Yoga Associazione Nazionale Insegnanti. Laureata in Lettere (Estetica dell’Arte Contemporanea) presso l’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia e Master in Nuove Tecnologie per l’Arte presso l’Accademia di Brera di Milano. Benedetta Panisson e’ autrice dei testi “Yoga e sessualita‘” e “Asana III. Posizioni in equilibrio e inversioni“, insieme a Laura Majolino, parte della Collana “Yoga. Teoria e Pratica” del Corriere della Sera, in collaborazione con Y.A.N.I., curata da B. Biscotti e S. Castelli (2017 e 2018). Ha pubblicato un articolo in “Percorsi Yoga”, “Tantra” n. 64, dal titolo “Il desiderio del tantra”(2013). Dal 2014 al 2017 insegna Vinyasa Yoga presso il Centro VKM di G. Andreoli, Milano, seguendo gli insegnamenti lasciati da Srivatsa Ramaswami. Nel 2017 fonda Impossible Yoga, piattaforma web indipendente per raccogliere nozioni sullo yoga fin dentro i suoi margini, mettendo in relazione i saperi di insegnanti e accademici da tutto il mondo. Impossible Yoga e’ anche uno spazio per praticare nel centro di Milano, presso lo Studio Sds. Frequenta regolarmente seminari di aggiornamento. Alla pratica e all’insegnamento dello yoga affianca il suo lavoro di artista visiva, tra fotografia, video e live performance. Parte della sua ricerca artistica e yogica e’ dedicata all’estetica della sessualita’.